Designer Diary: Stupor Mundi

di nestore mangone

Il processo creativo di un designer di giochi da tavolo è spesso un viaggio complesso e affascinante, e la creazione di Stupor Mundi non è stata un’eccezione. La genesi di questo gioco risale a un momento di riflessione e stanchezza, quando l’autore si trovava a domandarsi se il suo precedente lavoro, Newton, fosse pronto. Tuttavia, un’improvvisa ispirazione scaturita dalla storia di Federico II e dai castelli del sud Italia ha riacceso la sua curiosità e la volontà di dar vita a un nuovo progetto.

In una notte gelida, mentre la neve cadeva sulle montagne della Sila, l’autore ha concepito la prima versione di un gioco che sarebbe rimasto a lungo con lui: Stupor Mundi, inizialmente conosciuto semplicemente come Federico II. Questa prima versione presentava già elementi distintivi, sebbene fosse molto diversa dalla forma finale.

Caratteristiche principali

  • Un sistema di carte innovativo – I giocatori dovevano scegliere tra carte coperte o scoperte, creando tensione e strategia. Ogni scelta comportava sacrifici, rendendo il gioco avvincente e profondo.
  • Il concetto di alleati – Gli alleati erano rappresentati come mini-giochi, ognuno con i propri cicli di punteggio, che si integravano nel sistema complessivo del gioco, aumentando la complessità strategica.
  • Un castello centrale – La meccanica del castello di Federico II ha introdotto un elemento di interazione indiretta tra i giocatori, creando un fulcro intorno al quale ruotavano le dinamiche di gioco.
  • Poteri passivi temporali – Un’innovazione che ha permesso ai giocatori di utilizzare poteri per un periodo limitato, rendendo le decisioni più strategiche e ponderate.
  • Un tema storico profondo – Con un’attenzione particolare alle relazioni di potere e alla diplomazia, il gioco evita la violenza, ponendo l’accento su intrighi e alleanze.

Il cammino verso la realizzazione di Stupor Mundi non è stato privo di ostacoli. L’autore ha affrontato diverse sfide, tra cui la scarsità di tester e la necessità di viaggiare per incontrare potenziali collaboratori. Tuttavia, la determinazione ha prevalso e, alla fiera di Essen SPIEL 2018, una nuova versione del gioco è stata presentata a vari editori. Questa versione ha introdotto il castello centrale, che ha ampliato le possibilità strategiche e ha reso il gioco più coinvolgente.

Dopo un periodo di riflessione e di riassestamento, l’autore ha intrapreso una nuova fase di sviluppo, apportando modifiche significative e introducendo il concetto di poteri passivi temporali. Questa nuova meccanica ha permesso ai giocatori di prendere decisioni strategiche che influenzano il corso del gioco in modi inaspettati.

La creazione di Stupor Mundi è diventata un viaggio personale, riflettendo le esperienze e le sfide della vita dell’autore. La ricerca di un equilibrio tra il gioco e la realtà ha portato a una profonda connessione tra la meccanica di gioco e le dinamiche della vita stessa.

Conclusione

In definitiva, Stupor Mundi rappresenta non solo un gioco da tavolo, ma un’espressione di creatività e riflessione personale. La sua evoluzione ha portato a una struttura che unisce strategia e narrazione, offrendo ai giocatori un’esperienza unica e coinvolgente. Con la collaborazione di editori e illustratori, il progetto ha preso vita, culminando in un prodotto finale che promette di intrattenere e sfidare i giocatori in modi sorprendenti.

Via BoardGameGeek Blog