Designer Diary: Le Sfide e il Viaggio di Aetherium: The Forgotten Duel
Il viaggio di creazione di Aetherium: The Forgotten Duel ha avuto inizio circa un anno e mezzo fa, ispirato da una semplice immagine vista sui social media: delle pietre adagiate su un tessuto. Questa visione ha suscitato immediatamente un pensiero: “Sarebbe un gioco dall’aspetto antico davvero affascinante.”
Da quel momento, l’immaginazione dell’autore ha preso il sopravvento. È nata un’ossessione per la creazione di un gioco che sembrasse esistere da secoli, un artefatto di una civiltà perduta. Questa ispirazione ha dato vita alla prima regola del design: nessun cartone, nessuna carta, nessun componente dall’aspetto moderno. Ogni elemento doveva apparire senza tempo, come se fosse stato scolpito nella storia piuttosto che stampato in una fabbrica. Inoltre, è emersa l’idea di utilizzare un tappetino con cordino per il gioco, dove la superficie di gioco fungesse anche da contenitore per tutti i pezzi. Questo concetto si integrava perfettamente con l’estetica antica che si stava cercando.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
- Due percorsi per la vittoria:
- Collegare quattro colori elementali uguali sulle colonne.
- Guidare il potente token Aether verso il proprio lato della pista Aether.
- Un design che ruota attorno ai quattro elementi classici, con Aether che rappresenta l’ignoto, creando una mitologia profonda.
- Universalità del gioco: nessuna parola, solo simboli, per mantenere il gioco semplice ma le decisioni significative.
- Tokens di potere che aggiungono rigiocabilità e nuove dimensioni strategiche.
Una volta definito il concetto, il processo ha accelerato. Nel giro di due giorni, è stato creato un prototipo grezzo ma giocabile. L’autore ha portato il gioco al primo playtest significativo con un amico, e quel momento ha rappresentato una svolta: Aetherium stava finalmente prendendo forma.
Il primo draft ha evidenziato un aspetto cruciale: il divertimento era palpabile. Tuttavia, alcune meccaniche risultavano deboli e mancavano di impatto. Questo playtest ha aperto la strada a mesi di tagli, aggiustamenti e ricostruzioni, dando vita a molte versioni del gioco.
Grazie all’introduzione di un amico all’industria dei giochi da tavolo indie, l’autore ha scoperto le fiere dove i designer possono mostrare i loro giochi. Quando è venuto a sapere che il Dice Tower West avrebbe ospitato un mercato indie, ha colto l’opportunità per presentare il suo gioco, convinto che Aetherium avrebbe potuto distinguersi per la sua atmosfera e unicità.
Con l’evoluzione del gameplay, anche il design fisico ha subito cambiamenti. Il tappetino ha attraversato innumerevoli iterazioni, ma un’azione ha rappresentato una sfida costante. Dopo vari tentativi, è stata presa una decisione cruciale: realizzare il gioco interamente in argilla. Tuttavia, questa scelta si è rivelata problematica. L’argilla era disordinata, difficile da riprodurre e i pezzi tendevano a rompersi o deformarsi.
Con l’aiuto di un’amica, l’autore ha compreso che l’obiettivo non era solo creare un gioco dall’aspetto antico, ma realizzarne uno fruibile e ripetibile. Questa consapevolezza ha portato a un cambiamento significativo, spostando l’attenzione dalla creazione in argilla a quella in resina, pur affrontando nuove sfide legate al tappetino.
Il tappeto doveva essere accessibile, durevole e mantenere un’estetica invecchiata. Dopo innumerevoli prove, è stato trovato il tessuto giusto e si è optato per fogli di trasferimento a caldo per un aspetto rustico, mantenendo la professionalità desiderata. La produzione in resina si è rivelata estremamente dispendiosa in termini di tempo, ma ogni prototipo completato segnava un passo importante verso la realizzazione finale del gioco.
Con tutte le iterazioni e i test, l’autore ha finalmente raggiunto un risultato completo: Aetherium: The Forgotten Duel. Ora, con l’avvicinarsi del Dice Tower West, il gioco non è più solo un’idea, ma una realtà pronta per essere scoperta. L’emozione di vedere nuovi giocatori interagire con i pezzi e vivere l’esperienza di mistero e strategia rappresenta un traguardo significativo per l’autore, che spera che Aetherium non venga facilmente dimenticato.
Via BoardGameGeek Blog

